Tra Bregaglia ed Engadina
(Passo del Maloja — Svizzera)

30 Giugno 2019

Lunghezza: 5 Km abbondanti da Casaccia a Maloja, poco più di 3,5 Km da Maloja al Lago Cavloc, 6 Km scarsi dal lago a Maloja passando dalla Motta Salacina.

Dislivello complessivo in salita: 400 m circa da Casaccia a Maloja, poco più di 100 m da Maloja al Lago Cavloc, 300 m scarsi dal lago a Maloja passando dalla Motta Salacina.

Durata indicativa: 2h 30’ da Casaccia a Maloja, 1h 15’ da Maloja al Lago Cavloc, 2h 30’ dal lago a Maloja passando dalla Motta Salacina.

Attrezzatura: scarponcini da trekking (sufficienti scarpe da ginnastica con suola tassellata per il tratto da Maloja al Lago Cavloc).

Difficoltà: escursionistica (turistica il tratto da Maloja al Lago Cavloc).

Note: facili escursioni di vario interesse (culturale, panoramico, ambientale, ...) e di diversa lunghezza nella zona del Passo Maloja, tra Engadina e Bregaglia. Combinate in vari modi, è possibile costruire gite adatte a tutti i gusti e a tutte le gambe: da quella idonea anche alle persone anziane e ai bambini (da Maloja al Lago Cavloc), a quella destinata ai più allenati (giro completo da Casaccia a Maloja passando dalla Motta Salacina).

Partenza, con autobus gran turismo, alle ore 6:30 dalla scuola media Sabin, via Iseo 18.

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Da Casaccia a Maloja (“Malögin”)

Il percorso proposto per salire da Casaccia a Maloja (“Malögin”) era già utilizzato al tempo dei romani. Si trattava molto probabilmente di un itinerario pedonale, ma la presenza di alcuni solchi nella roccia, apparentemente dovuti a ruote di carro, e altri manufatti rinvenuti negli anni 70 del secolo scorso fanno pensare anche ad un utilizzo per un traffico più “pesante”.

Risalendo la strada principale di Casaccia (in direzione del Maloja), superato l’Hotel Stampa si deve svoltare a sinistra e quindi proseguire dritto al successivo bivio; appena sopra i ruderi della Toracia, resti di una torre di guardia medievale, ci si separa dal tracciato principale diretto al Passo del Settimo per puntare direttamente in direzione del già visibile Passo Maloja. Percorso un traverso ben intagliato nella ripida sponda prativa che sovrasta le case di Casaccia, si giunge ad un corso d’acqua (la Canaleta) attraversato il quale si giunge ai resti della chiesa tardo gotica di San Gaudenzio, dedicata al santo che, si narra, ha convertito la popolazione locale al cristianesimo. Più volte rifatta e ammodernata, fu profanata nel 1551 durante l’introduzione della riforma religiosa e quindi utilizzata solo per funzioni funebri fino al XVIII secolo quando fu abbandonata.

Oltrepassata la chiesa, il sentiero presenta un breve tratto in salita (alcuni tornanti e una vera e propria scala in legno), quindi riprende un andamento più dolce a mezzacosta. Sbucati su una strada sterrata, si prosegue verso destra, in discesa verso la carrozzabile del Maloja, per imboccare però quasi subito un sentiero che sale a sinistra nel bosco, leggermente in diagonale, mantenendosi più in alto rispetto la strada anziché raggiungerla. Traccia pressoché pianeggiante, solo con leggere ondulazioni, che si avvicina nuovamente alla strada presso un pianoro nelle vicinanze delle case di Cavril (area attrezzata con panchine e bagno chimico). Una palina segnaletica indica a destra il Plan dal Mott, alle spalle il sentiero appena percorso da Casaccia, dritto il sentiero storico per il Maloja; in effetti, più che diritto, si deve piegare leggermente a sinistra, verso la boscosa Val da Pila, con il tracciato poco evidente nel terreno erboso. Il sentiero torna però ben presto largo ed evidente ed inizia a salire, a tratti abbastanza deciso, scavalcando anche alcuni massi, resti di vecchie frane. Il tracciato è comunque ben disegnato e nei punti più ripidi è dotato di scalini realizzati squadrando blocchi di roccia.

Quasi giunti al passo, in corrispondenza di una linea elettrica, un cartello verde invita a deviare a sinistra per le marmitte dei giganti e per la Torre Belvedere, mete raggiungibili in una manciata di minuti. Si raggiunge per prima la Torre, dove vale la pena sostare qualche minuto per salire sulla sua piattaforma sommitale e godere dei vasti panorami che offre: sulla sottostante Val Bregaglia e i suoi giganti di granito (Badile, Cengalo, ...) da una parte, sui laghi dell’Alta Engadina dall’altra. Lasciata la torre, si contornano alcune delle “marmitte dei giganti” (36 in tutto, pozzi formatisi al termine dell’ultima glaciazione) per giungere agevolmente, in leggera discesa, presso l’Atelier Segantini nella zona settentrionale dell’abitato di Maloja.

Da Maloja al Lago Cavloc

Verso l’estremità meridionale dell’abitato di Maloja, all’altezza di un negozio di articoli sportivi (Giacometti Sport), una palina segnaletica invita a prendere una via laterale in direzione di numerose destinazioni (Passo Casnile sud, Capanna del Forno, ...) tra le quali anche il Lago Cavloc. Tralasciato un primo sentiero a sinistra, si continua verso destra sull’asfalto che, superate le ultime case, lascia presto spazio ad uno sterrato e quindi ad un sentiero; si vanno ad attraversare prati e zone semipaludose, in ambiente aperto e panoramico, con percorso molto agevole e quasi pianeggiante dove l’attraversamento di alcuni ruscelletti è agevolato da numerosi ponticelli in legno.

Giunti sulla strada di Orden, si attraversa il Torrente Orlegna e, subito dopo il ponte, si prosegue a destra lungo la strada (tralasciare la deviazione di sinistra) che sale in un bel bosco di larici. Nel tratto iniziale la salita presenta un paio di strappi un po’ ripidi ma, nonostante questo e qualche tratto asfaltato, si consiglia di seguirla integralmente: man mano che si sale la vista si apre sui pascoli di Orden, sul Passo del Maloja e sul Piz Lunghin; alcune deviazioni segnalate portano comunque al Cavloc, ma lungo sentieri meno agevoli e che, essendo chiusi nel bosco, sono molto meno panoramici.

Dopo la salita iniziale, comunque non lunga, la strada spiana e, seguendo il corso del torrente che scorre più in basso incassato nella roccia, porta in breve alle limpide acque del Lago Cavloc con il caratteristico ristorantino posizionato su un dosso. Oltre a sostare in tale punto di ristoro, è possibile rilassarsi in una delle numerose spiaggette (un paio dotate anche di griglia a legna), fare una puntatina alla soprastante Alpe Cavloc per bere latte fresco o acquistare formaggi, o effettuare lo splendido giro del lago percorrendo agevoli sentieri.

Per il rientro al Maloja, senza affrontare la salita alla Motta Salacina, si può seguire a ritroso il percorso dell’andata; riattraversato il ponte sull’Orlegna, è anche possibile proseguire sulla strada sterrata andando ad intersecare, presso un parcheggio, il percorso di discesa dalla Motta Salacina (vedi sotto).

Dal Lago Cavloc alla Motta Salacina e a Maloja

Dalla sponda sud-ovest del Lago Cavloc si imbocca un sentiero segnalato che risale in diagonale i fianchi del Piz Salacina. Man mano che si sale, la pendenza aumenta e si incontrano alcuni tornantini; il percorso rimane comunque agevole e diventa sempre più panoramico sull’irregolare forma del sottostante Lago Cavloc. Superato un piccolo valico (Pass dal Caval), la pendenza si addolcisce e si procede a mezzacosta, con leggeri saliscendi, fino a raggiungere la Motta Salacina, un dosso molto panoramico sull’Altopiano dell’Engadina e sui monti della Bregaglia.

Superato il punto panoramico e tenendo sulla destra al bivio successivo, si inizia una discesa un po’ ripida tra i cespugli di rododendro che in una mezz’oretta circa porta alla conca del piccolo e pittoresco Lago Bitabergh. Aggiratolo alla sua sinistra, si risale sul bordo opposto della conca per effettuare poi la breve discesa che, superato un percorso avventura, porta alla diga costruita sul Torrente Orlegna a protezione delle sue piene distruttive.

Oltrepassata la diga, si perviene ad un parcheggio a pagamento e quindi ad una sterrata che in breve conduce all’ultimo tornante della strada del Passo Maloja: non resta che seguirla per raggiungere, dopo poche centinaia di metri, l’abitato di Maloja e concludere la gita. Stando attenti al traffico, è consigliabile attraversare la strada per fare un salto al piccolo parcheggio sul lato opposto: la vista sulla Val Bregaglia e sulle sottostanti serpentine della strada del Maloja è suggestiva!


Costi della gita (passaggio pullman)

soci C.A.I: € 20;

non soci: € 22;

bambini fino a 13 anni compiuti: € 10.


Scarica il volantino in formato pdf (364 Kb).

Per ulteriori informazioni ed iscrizioni, vieni a trovarci in sede nelle serate di martedì e venerdì, via Risorgimento 22, Monza, dalle ore 21:00 alle ore 23:00, o contattaci per telefono al 338-9940403 o via e-Mail all’indirizzo info@caisanfru.it