Rifugio Vicenza (Dolomiti)

13÷14 luglio 2019

Lunghezza: 9 Km abbondanti il primo giorno, 10 Km abbondanti il secondo giorno, 3,5 Km circa (andata e ritorno) la salita opzionale alla Forcella Sassolungo.

Dislivello complessivo in salita: 300 m circa il primo giorno, 520 m circa il secondo giorno, 430 m circa la salita opzionale alla Forcella Sassolungo.

Durata indicativa: 4h il primo giorno, 4h 30’ il secondo giorno, 2h 30’ (andata e ritorno) la salita opzionale alla Forcella Sassolungo.

Attrezzatura: scarponi da trekking, vestiario pesante, ... Necessario per il pernottamento in rifugio.

Difficoltà: escursionistica.

Note: percorso ad anello panoramico, agevole e di medio sviluppo che senza grandi dislivelli corre alle basi delle alte pareti verticali e delle torri del Sassolungo e del Sassopiatto, due delle montagne più note di tutte le Dolomiti. Escursione divisa in due giorni con pernottamento al Rifugio Vicenza. Possibile prolungamento con la salita al Rifugio T. Demetz alla Forcella Sassolungo.

Partenza, in auto, alle ore 6:00 dalla scuola media Sabin, via Iseo 18.

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Le due slanciate torri del Sassolungo e del Sassopiatto dominano inconfondibili sulla Val Gardena e sulla Val di Fassa senza offrire facile accesso a nessuna delle sue cime (anche se in effetti per la salita al Sassopiatto esiste un sentiero tracciato). Ma, anche girandoci semplicemente attorno, è comunque possibile godere di splendidi panorami, dalle Odle all’Alpe di Siusi e allo Sciliar per quanto riguarda il versante Gardenese, dal Catinaccio alla Marmolada per quello fassano, senza dimenticare il gruppo del Sella ad est, proprio di fronte al Sassolungo.

L’escursione proposta, che effettua il giro sopra citato alla base dei due massicci dolomitici, inizia dal panoramico cocuzzolo del Col Rodella, punto di arrivo della funivia che sale da Campitello. Sfruttando una stradina per raggiungere velocemente la sella erbosa della sottostante Forcella Rodella, si piega a destra lungo il Friedrich August Weg (sentiero Federico Augusto) che segue, in questo tratto, un’altra stradina sterrata e che permette di raggiungere la zona del Passo Sella attraversando prati e diversi impianti sciistici.

Giunti presso il Rifugio Passo Sella, lungo la strada dell’omonimo passo che mette in comunicazioni le alte Val di Fassa e Gardena, si va ad imboccare il sentiero che traversa in costa, praticamente in piano, i prati sotto la lunga parete est del Sassolungo e in faccia alla regolare scogliera del Sella. Siamo nella “Città dei Sassi”: blocchi di roccia anche molto grandi, resti di una preistorica frana scesa dal Sassolungo, sono disseminati in ordine sparso sui prati (anche se qualche masso è stato spostato e “messo in ordine” per far posto ad una pista da sci). Si giunge così senza fatica al Rifugio Emilio Comici, recentemente ristrutturato e trasformato in un ristorante di lusso (basta guardare il menu ...) più che in un rifugio di montagna.

Il percorso piega a questo punto a sinistra per passare alla base dei 1000 metri di salto della parete nord della cima principale del Sassolungo: spesso ghiacciata, tale parete è caratterizzata da numerose gole e pilastri, alcuni saldati, altri staccati, come il vertiginoso e levigato siluro chiamato “Salame”. Esistono due possibilità per percorrere questo tratto: seguire integralmente il più agevole segnavia 526 (come evidenziato sulla mappa), o imboccare la deviazione 526A che si mantiene più alta e più accostata alla base della parete.

La diramazione 526A converge nella traccia principale 526 in corrispondenza della spalla del Col de Mesdi (o Piz Ciaulonch), superato il quale si piega ulteriormente a sinistra per traversare, verso sud, le falde basali del Sassolungo propriamente detto fino ad addentrarsi nella valle detritica che lo divide dal Sassopiatto. Inizia una breve ma ripida salita col sentiero che, tagliato nei ghiaioni, si addentra in questo selvaggio e desolato vallone portando al Rifugio Vicenza (pernottamento); la vista sullo Sciliar e sull’Alpe di Siusi da una parte, sulle grandi pareti del Sassolungo dall’altra, è quanto mai suggestiva.

Per chi lo desidera, dal Rifugio Vicenza è anche possibile raggiungere la Forcella Sassolungo e il Rifugio Demetz (la sera del primo giorno, se si arriva presto, o la mattina del secondo prima di ripartire per chiudere l’anello). Percorso con un dislivello di soli 400 metri circa, non eccessivamente lungo, che si infila in un vallone privo di vegetazione dove si trovano solo sassi e al limite un po’ di neve, anche a stagione inoltrata. Ambiente comunque suggestivo e il panorama che si gode dalla Forcella val bene la (poca) fatica spesa per raggiungerla!

Eseguito l’aggiramento del Sassolungo il primo giorno, per il secondo è in programma quello del Sassopiatto. Ridisceso il vallone detritico, mantenendosi però sul versante opposto rispetto quello utilizzato per la salita, si imbocca il sentiero segnato col numero 527 che, scavalcando un valloncello, permette di attraversare verso ovest le basi delle torri settentrionali del Sassopiatto. Giunti al panoramico pulpito della Piza da Uridl, la traccia piega verso sud correndo alla base del roccioso e monotono pianone inclinato da cui prende il nome la montagna; il sentiero è comunque dolce (attraversamento di lievi avvallamenti e silenziose conche) e panoramico (Sassopiatto da una parte, i pianori dell’Alpe di Siusi dall’altra) e senza grosse variazioni di quota permette di raggiungere il Giogo di Fassa, a Cavallo tra Val Duròn e Alpe di Siusi, dove sorge l’accogliente Rifugio Sassopiatto e dove la vista può spaziare su tante catene delle Dolomiti Occidentali (le magiche sagome dello Sciliar, del Catinaccio, della Marmolada, ...).

Per chiudere il giro, dalla forcella si imbocca il sentiero “Friedrich August”: più piacevole e discreto del tratto su stradina percorso all’inizio del primo giorno, il tracciato si snoda su dolci ondulazioni erbose, passando dapprima per la placida Malga Sassopiatto, quindi per il Rifugio Sandro Pertini e, più avanti, per il Rifugio Friedrich August. Sentiero inoltre che permette l’osservazione da vicino delle cime meridionali del gruppo: Punta Grohmann (o Sasso Levante), Torre Innerkofler (o Sas da Mesdi), Il Dente, ...

Superato il Rifugio Friedrich August, si torna sulla stradina per giungere in breve alla Forcella Rodella: rimane l’ultima fatica da affrontare per guadagnare la cima del vicino Col Rodella dove la funivia permette di raggiungere con comodità il fondovalle.


Scarica il volantino in formato pdf (380 Kb).

Per ulteriori informazioni ed iscrizioni, vieni a trovarci in sede nelle serate di martedì e venerdì, via Risorgimento 22, Monza, dalle ore 21:00 alle ore 23:00, o contattaci per telefono al 338-9940403 o via e-Mail all’indirizzo info@caisanfru.it