Rifugio Rosetta
Immagini

16 ÷ 17 Luglio 2016

Belle giornate, fresche (per non dire freddine) e ventose, per l’escursione sulle Pale di San Martino di metà luglio: partenza da San Martino di Castrozza, salita dalla Val di Roda, pernottamento al Rifugio Rosetta, giro sull’Altopiano e discesa dal Mulaz di Rosetta.

Qui sotto alcune immagini delle “fasi salienti” della gita e, a seguire, i commenti e le relazioni di alcuni degli escursionisti.


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All’inizio della risalita nella Val di Roda.

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Sui comodi tornanti del ripido canalino tra il Cusiglio e la Torre Ebe e all’uscita della breve galleria alla sua sommità.

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Lunga sosta sul prato del panoramico Col de Bechi.

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In salita tra il Col de Bechi e il Col delle Fede.

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Sul panoramico Col delle Fede.

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Il Rifugio Rosetta che compare a breve distanza dopo aver oltrepassato il Passo di Val di Roda.

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In una saletta del Rifugio Rosetta in attesa della cena.

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Sulla Cima Rosetta in attesa del tramonto.

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Foto di gruppo davanti al Rifugio Rosetta prima della partenza per l’escursione sull’Altopiano delle Pale di San Martino.

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In fila indiana sull’Altopiano delle Pale di San Martino, superando piccoli dossi rocciosi e alcuni tratti innevati.

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Presso il Passo Pradidali Basso e di fronte alla Cima della Fradusta con il suo piccolo ghiacciaio.

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Rientro al Rifugio Rosetta con bella vista sulla catena settentrionale delle Pale.

Discesa a valle percorrendo il Mulaz di Rosetta, con le pareti verticali di Cimon e Croda della Pala sulla destra e la vista, di fronte, che arriva al Passo Rolle e alle zone sciistiche di Bellamonte e del Lusia.

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Relazioni e Commenti

 

 

Anche quest'anno eccoci pronti per la gita di due giorni sulle dolomiti.

Partenza sabato alle sei per il giro delle Pale di San Martino.

Siamo in 18 ma Isabella e Riccardo ci hanno preceduto e sono già in zona.

Arriviamo verso le 11 e iniziamo subito ..... a mangiare un po’ delle nostre scorte.

Verso mezzogiorno partiamo.

C'è chi va di buon passo, chi un po’ meno, chi chiacchiera, chi tace, chi fa foto.

Alle 14 arriviamo su un praticello e facciamo il secondo spuntino, ci riposiamo, prendiamo il sole e tutto il gruppo ora è riunito. Possiamo riprendere la salita.

Tutto intorno a noi è bellissimo, le Dolomiti sono una meraviglia.

Verso le 17 dovremmo arrivare al rifugio: eccolo ... siamo all'ultima curva (ma quando arriva l'ultima curva?)

Aaaah, finalmente ci siamo, una bella costruzione con le persiane bianche e azzurre che si distinguono dal paesaggio roccioso.

Ora una bella doccia (si, dopo le 18 persone che ci precedono) e finalmente a cena. Il menù è invitante e decisamente buono.

Dopo cena alcuni temerari, sfidando il vento, il freddo e la stanchezza, fanno mezz'oretta di cammino (giusto due passi per sgranchirsi le gambe?). Gli altri ne approfittano di quello che offre il rifugio, varie grappe alle erbe o coi frutti o semplicemente una tisana.

Alle 22 saliamo nelle camere; una da 7 e una da 11 persone. Ci si augura a vicenda la buona notte, ma non lo sarà per tutti.

Domenica mattina verso le 6 iniziano i primi movimenti, i bagni sono pochi e le persone tante (addirittura qualcuno dorme per terra in corridoio) e anche perché alle 7,30 smettono di servire la colazione. La domanda di prassi è: "hai dormito?"

Le risposte in genere sono due:

1) No poco perché qualcuno russava;

2) Si tutta la notte (questa è la risposta di chi russava).

Comunque giù ci attendeva la colazione a base di caffè, latte, the, miele burro e marmellata.

Sono le 8 e dopo la foto di gruppo partiamo per il ghiacciaio della Fradusta.

Sarò ripetitiva ma le Dolomiti sono meravgliose e sembra di essere in un paesaggio lunare. La temperatura non è alta ed il vento forte e freddo. Indossiamo cappello, guanti e piumino, il gruppo è in fila e abbastanza unito.

In un tratto il percorso è difficile e purtroppo alcuni decidono di non proseguire.

Poi c'è un tratto nella neve, il vento va e viene e il cielo è limpido.

Alle 10 decidiamo che non è il caso di proseguire perché tanto non arriveremmo mai alla destinazione prescelta. Alcuni, quelli più veloci, decidono di proseguire per un altro tratto, noi ci prendiamo una pausa prima di tornare.

Il vento è così forte che a volte ci fa un po’ ondeggiare.

Il ritorno è un po’ più lungo perché prendiamo un sentiero più basso rispetto al tratto difficile dell'andata. Nonostante le difficoltà arriviamo giusti per un bel pranzo al rifugio: polente, funghi, spezzatino e dolce. Bisogna pur ritemprarsi per scendere.

Ci siamo tutti. Dopo pranzo ci sono i saluti di commiato da chi resta al rifugio fino a lunedì. Ora di partenza 14, ora di arrivo a valle 17,30.

Il sentiero non è facilissimo, in alcuni punti ci sono le corde, ma il bello è tutto ciò che ci circonda. Guardandomi indietro penso che prima ero là in cima.

La mia domanda prima di partire è sempre la stessa: ce la farò? Ebbene sono riuscita a salire, a scendere (anche questo non è facile per le mie ginocchia). Ho sfidato me stessa un'altra volta.

Per questi due bellissimi giorni un grazie a Paolo sempre presente e di aiuto a tutti e un grazie a tutti della bella compagnia.

 

Bianca B.

19 Luglio 2016

 

 

È stato un weekend bello, magari faticoso ma rilassante, in un ambiente incantevole, che ha rafforzato la nostra amicizia, anche grazie alla vita di rifugio. Alla prossima.

 

Pasquale S.

23 Luglio 2016

 

 

Una settimana fa eravamo sulle montagne di San Martino di Castrozza. Per me è stata la terza gita con il CAI ed è stata, come sempre, una bellissima esperienza.

La fatica viene sempre ripagata dai panorami mozzafiato e dalla compagnia che si incontra.

Oltre agli “aficionados”, che per la loro esperienza, danno sicurezza ai gitanti, partecipano nuovi amici, che rendono la gita un insieme di emozioni sfavillanti.

Grazie CAI!

 

Franca C.

24 Luglio 2016