Gite nel periodo COVID-19 — Regole

            

Gite nel periodo COVID-19
Regole

Come tante altre attività, anche quelle del C.A.I. hanno subito blocchi e arresti a causa della diffusione del COVID-19. Ma ora si può tornare in montagna, e le ordinanze della regione Lombardia regolamentano anche le “Professioni della Montagna”. Sono in effetti norme che si rivolgono ai professionisti (guide alpine e maestri di sci), quindi sulla carta non riferibili direttamente al Club Alpino Italiano (il capo gita C.A.I. non è una guida o un maestro, ma un volontario che si occupa più che altro della logistica e che, conoscendo la meta della gita, può eventualmente fare da riferimento); l’ambito però è pur sempre quello delle escursioni e delle attività montane, per cui le suddette ordinanze vengono utilizzate come base anche nell’organizzazione delle attività del C.A.I, Sottosezione San Fruttuoso compresa.

In fondo alla presente pagina è possibile scaricare, in formato .pdf, le note operative emesse dalla Commissione Centrale per l’Escursionismo del C.A.I, note rivolte sia agli organizzatori che ai partecipanti alle escursioni. Le indicazioni principali contenute in tali documenti sono riassunte nei punti seguenti.

1) Le regole sul distanziamento rendono di fatto impossibile organizzare pullman o macchinate; chi intende partecipare ad un’iniziativa deve recarsi al punto di attacco del sentiero in modo autonomo; norma che sicuramente rende difficile a molti partecipare alle gite, ma che al momento è l’unica praticabile.
2) I gruppi devono essere piccoli, massimo 10 persone più due accompagnatori (massimo 15 persone oltre l’accompagnatore nell’ordinanza regionale). Limite massimo che comunque il C.A.I. San Fruttuoso aveva già pensato di imporsi per facilitare la logistica e la gestione al meglio del gruppo.
3) Ogni partecipante deve essere dotato di mascherina e gel disinfettante per le mani; non è obbligatorio indossare la mascherina mentre si cammina (a 3÷4 metri di distanza l’uno dall’altro, o anche di più in caso di vento), ma deve essere tenuta a portata di mano, pronta all’utilizzo durante le pause o in quei momenti in cui la distanza tra le persone può ridursi (ad esempio all’incrocio con un escursionista che procede in senso opposto).
4) È vietato lo scambio tra i vari escursionisti di capi di abbigliamento (maglioni, berreti, ...), attrezzature (bastoncini, occhiali da sole, ...) e soprattutto di cibo e bevande (un po’ contro lo spirito di condivisione che anima la gente di montagna, ma in tempi di corona virus bisogna adeguarsi).
5) La partecipazione alla gita è consentita solo in caso di buona salute e assenza di febbre; il responsabile C.A.I. può vietare la partecipazione alla gita a coloro che presentano sintomi influenzali o temperatura alta. È inoltre richiesta la presentazione di un modulo di autocertificazione (vedi link in fondo alla pagina).

Riguardo il punto 1 c’è da dire che, anche se in modo poco chiaro, le norme sembrano consentire a tre persone di condividere la stessa auto (il guidatore davanti e i passeggeri sui sedili laterali posteriori) purché indossino le mascherine per tutto il viaggio (norme che non si applicano se gli occupanti fanno parte di uno stesso nucleo familiare). Sembrerebbe quindi che delle “mini macchinate” possano essere organizzate, ma, visto il periodo, ogni proprietario di auto deve sentirsi liberissimo di scegliere se andare direttamente al punto di partenza dell’escursione o se offrire la disponibilità al trasporto di altre persone (persone che magari non conosce benissimo o addirittura è la prima volta che incontra).

Modulo di autocertificazione da compilare e presentare da parte dei partecipanti alla gite.

Note operative per i partecipanti alle gite.

Note operative per gli organizzatori delle gite.