Escursioni Noli – Varigotti

17 Maggio 2026

Scheda
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Lunghezza: 6 km scarsi.

Dislivello in salita: poco meno di 300 m.

Tempo di percorrenza: indicativamente 2h 30’ ÷ 3h (soste escluse).

Attrezzatura: scarpe robuste con suola tassellata; no a ciabatte, sandali, ... Consigliabili cappellino, crema solare e un po’ d’acqua.

Difficoltà: facile.

Note: agevole e breve escursione lungo una delle antiche vie che mettevano in comunicazione Noli, Repubblica Marinara Indipendente, con il Marchesato del Finale. Numerose le brevi deviazioni verso punti panoramici e resti che testimoniano il passato religioso e militare della zona.

Partenza, con autobus gran turismo, alle ore 6:30 dalla scuola media Sabin, via Iseo 18.

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Descrizione

L’escursione proposta inizia di fronte all'ex Convento e alla Chiesa di S. Francesco, complesso duecentesco (fonti storiche attestano al 1291 la fondazione) costruito al di fuori della cinta muraria della vecchia città e ristrutturato nel XVII secolo.

Seguendo le indicazioni per la Passeggiata Dantesca (da seguire per tutto il percorso di salita), si imbocca via XXV Aprile. Sorpassate alcune case, la strada diventa un vicolo che si innalza tra le villette, quindi una rampa a scalini ed infine una sterrata, in parte ancora lastricata con i resti dell’antico selciato, e protetta a monte da muretti a secco che sostengono le terrazze coltivate ad ulivo.

Tralasciata a destra la deviazione per il “Sentiero Amico” (n° 5), in una ventina di minuti si arriva ai resti dell’antico Lazzareto, costruito intorno al 1250 per ricoverare i naviganti nolesi che, tornando dai viaggi in mare con malattie infettive, necessitavano di isolamento per evitare il diffondersi del contagio. Appena sotto sorgono i ruderi della chiesa dedicata a San Lazzaro, la cui data di edificazione è incerta.

Lasciati i ruderi, si procede tra la vegetazione bassa e gli arbusti tipici della macchia mediterranea, tralasciando sulla destra la deviazione, segnalata con un cerchio rosso barrato, che sale direttamente a Capo Noli tralasciando però tutti i siti di interesse storico e panoramico. Confluiti su una stradella più ampia e superata un’asperità rocciosa, si sbuca in una zona più aperta e quindi si raggiunge un panoramico poggio, a picco sul mare, dove sorge la Chiesa di S. Giulia / S. Margherita. Diverse le teorie sulle origini degli edifici: una prima parla di due chiese, una addossata all’altra e costruite in epoche diverse, la seconda di un’unica chiesa a più navate costruita in un luogo di culto pagano. Purtroppo il complesso è stato prima bombardato e poi incendiato dai tedeschi in ritirata e oggi ne rimangono solo gli absidi in stile romanico.

Imboccando quindi una stradina sulla destra, in breve si può raggiungere l’“Eremo”, la residenza fatta costruire dal Capitano Enrico d’Albertis all’estremità del Capo di Noli. Di particolare interesse le tracce del giardino botanico, dove numerose sono le piante raccolte durante i viaggi del capitano, oltre ai camminamenti a picco sul mare e ai terrazzi panoramici.

Ritornati ai ruderi della chiesa, si riprende la salita lungo il percorso principale fino a raggiungere, segnalato da una palina, il bivio per l’Antro dei Falsari, raggiungibile con pochi minuti di discesa, anche se un po’ ripida in qualche tratto. Si tratta di una cavità scavata dalla forza del mare il cui livello, in tempi antichi, era molto più alto dell’attuale, come testimonia il panoramico terrazzo (un gradino nella parete rocciosa) protetto da un parapetto in legno.

Tornati al bivio, si prosegue sulla traccia principale immettendosi sul sentiero con segnavia “cerchio rosso barrato”, lasciato in precedenza, che conduce alla sommità di Capo Noli, presso il cancello della caserma dei Carabinieri, costruita dove in epoca napoleonica sorgeva un ufficio telegrafico, in seguito adibito a Semaforo di Capo Noli. Ampio il panorama che va dal Monte di Portofino a Capo Mele.

Si inizia quindi la discesa verso Varigotti imboccando il sentiero marcato “X rossa”. Dopo un centinaio di metri nella macchia mediterranea, una palina della Passeggiata Dantesca invita a deviare a sinistra per raggiungere la Torre delle Streghe, eretta nel XVI secolo dai Nolesi, alleati di Genova, a tutela dei confini con Varigotti, appartenente al Marchesato di Finale. Tornati sul percorso principale, si trova una nuova deviazione (palina) per la sommità di un panoramicissimo promontorio a picco sul mare, che merita una visita, dopodiché si prosegue la discesa sfruttando anche scalinate rocciose. Quasi al termine della discesa, si trova l’ultima deviazione di interesse, quella per il gioiello della chiesa di S. Lorenzo, antico monastero del 1200 situato in una zona ricca di sorgenti, che fornivano acqua potabile, proprio su uno sperone roccioso sovrastante la Baia dei Saraceni dove si trovava l’antico porto di Finale, interrato nel 1341 dai genovesi.

Tornati sui propri passi, si riprende la traccia principale che in pochi minuti porta a Varigotti, frazione del comune di Finale Ligure e punto terminale dell’escursione.

Costi di Partecipazione

I costi di partecipazione alla gita saranno comunicati più avanti.