Tre Cime di Lavaredo
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14 ÷ 16 Luglio 2017

Stupendo giro al limite settentrionale delle Dolomiti, tra Val Fiscalina e Tre Cime di Lavaredo.

Partenza scaglionata: chi è partito il venerdì mattina per prendersi le cose con comodo (ma trovando incidenti in autostrada e avversità varie), chi venerdì ha lavorato ed è partito attorno alle 17 (trovando comunque incidenti e intoppi in autostrada), chi proprio il venerdì non poteva partire e ha viaggiato di notte (fortunatamente senza problemi). Tutti comunque puntuali alle 9:00 di sabato mattina al parcheggio di Campo Fiscalino, pronti per affrontare gli stupendi panorami della Val Fiscalina.

Prima mezzoretta di cammino praticamente pianeggiante, su agevole stradina, per giungere al Rifugio Fondovalle. Occasione di una prima sosta per un caffè, visto che da lì in poi sarebbe cominciata la salita: quasi 800 metri di dislivello, i più ripidi e faticosi di tutto il giro, sui fianchi di Cima Una e del Pulpito per arrivare al Rifugio Zsigmondy Comici. Occasione di una seconda sosta, stavolta per un qualcosa di più sostanzioso di un caffè: chi un semplice panino, chi un piatto più appetitoso.

Mentre i più lenti (a salire) finivano di rifocillarsi, quelli con la gamba “più calda” hanno pensato di concedersi un fuori programma: la salita ai vicini Lago Gelato (praticamente asciutto) e Forcella Giralba. Il tutto mentre il tempo, grigiastro per tutta la mattinata, sembrava volgere al peggio; ma, cadute due goccioline di pioggia, neanche sufficienti a bagnare il terreno, le pesanti velature hanno lasciato posto a coreografiche nuvolette bianche in un bel cielo azzurro.

Ripartiti, una salita più breve e più agevole ha condotto al Rifugio Pian di Cengia (altra sosta caffè) e alla Forcella Pian di Cengia, punto di inizio di un lungo traverso che, in discesa, ha permesso di giungere alla Forcella di Toblin e al Rifugio Locatelli, meta della giornata: una veloce rinfrescata, un’abbondante cena e la luce del tramonto sulle Tre Cime prima di andare a dormire.

Domenica mattina colazione di buon’ora (ma neanche troppo) per essere pronti, verso le 8:30, ad affrontare il giro delle Tre Cime. Inizio con una breve discesa, quindi un breve strappetto, sempre al cospetto delle pareti nord delle Tre Cime, per giungere alla Langalm. Una sorpresa inaspettata e, ovviamente, l’ennesima sosta caffè prima di proseguire verso la Forcela de l’Col de Mèzo. Man mano che ci si avvicinava alla forcella, aumentava sempre più il flusso di escursionisti che si muovevano in senso opposto a quello del gruppo.

Alla forcella “cambio” di regione e di montagne: dall’Alto Adige e dalle Dolomiti di Sesto si è passati al Veneto e alle Dolomiti di Cortina: Sorapis, Cristallo, Cadini di Misurina, Croda Rossa, ... Bello l’ambiente anche su questo lato delle Tre Cime, anche se i sentieri e soprattutto i rifugi erano stracolmi di gente arrivata comodamente in auto o in pullman fino al Rifugio Auronzo. Così pieni che non si sono fatte ulteriori soste e si è tirato diritto fino alla Forcella Lavaredo, punto di “ritorno” in Alto Adige.

Dalla Forcella al Locatelli, già ben visibile, mancava poco, e il gruppo si è diviso in due: una parte ha continuato sulla comoda stradina col segnavia n° 101, l’altra ha preferito prendere un sentierino più alto, proprio sotto le pareti rocciose del Monte Paterno. In entrambi i casi lo stesso panorama sulle Tre Cime alle spalle e sulle Dolomiti di Sesto davanti.

Ritrovo per tutti al Rifugio Locatelli, strapieno, dove comunque si è riusciti a pranzare senza grossi problemi prima di affrontare la ripida discesa nella Val Sassovecchio per tornare al Rifugio Fondovalle e quindi al parcheggio concludendo così i due giorni di trekking.

Questa una breve cronaca del weekend; ma, come spesso accade, più delle parole valgono le immagini. Ne trovi parecchie qui sotto!

Nel parcheggio di Campo Fiscalino, pronti ad iniziare l’"avventura". Sullo sfondo i monti della Val Fiscalina Alta (Cima Una, il Pulpito, La Croda dei Toni, La Lista).

Primissimo tratto di escursione su stradina asfaltata, a lato dei campi coltivati a fieno della Val Fiscalina. Sullo sfondo sempre i monti della Val Fiscalina Alta (Cima Una, il Pulpito, La Croda dei Toni, La Lista e il versante occidentale di Cima Undici).

Lungo i tornantini sul fianco nord-orientale di Cima Una. Alle spalle rimane il verde della bassa Val Fiscalina e, più lontano, quello di Monte Elmo e delle altre cime sul versante settentrionale della Val Pusteria (al confine con l’Austria). In basso visibile il Rifugio Fondovalle, a fianco del sassoso letto del Rio Fiscalino, e le costruzioni di Campo Fiscalino.

Salita sul fianco nord-orientale di Cima Una, con le pareti del Monte Giralba e l’affilato lato settentrionale de La Lista che sembrano ormai a portata di mano.

Salita sul fianco orientale di Cima Una, di fronte alle crode de La Spada (Cima Undici) e del Monte Giralba di Sopra a sinistra, l’affilato lato settentrionale de La Lista al centro e le torri della Croda del Toni che spuntano in alto a destra.

Tra le fioriture di rododendri alla base orientale del Pulpito, ormai vicinissimi alla Croda del Toni e, a sinistra, alla Piccolissima Croda del Toni.

La Piccolissima Croda del Toni dal Rifugio Zsigmondy Comici.

Le "Dame Vicentine", piccole torri sulla sommità della Piccolissima Croda del Toni, viste dal Rifugio Zsigmondy Comici.

Inizio della salita verso la Forcella Giralba.

Salita verso la Forcella Giralba.

In salita verso la Forcella Giralba , poco sopra il quasi asciutto Lago Gelato. Alle spalle, al di là della piccola elevazione de La Lista (sopra il lago a destra), la vista arriva sul gruppo di Cima Una e, più lontano, su quello della Punta dei Tre Scarperi.

Alla Forcella Giralba. Vista, verso sud (lato opposto rispetto quello di salita), sulle Cime Pezzio, sulla Forcella Maria, sulla Cima d’Auronzo e sulla Croda A. Berti.

Scatto panoramico dalla Forcella Giralba. Al centro il gruppo di cime della Croda del Toni, più a destra i gruppi di Cima Una e di Punta dei Tre Scarperi, tutto a destra quello di Cima Undici.

Ripartenza dal rifugio Zsigmondy Comici. Alle sue spalle, la parete occidentale di Cima Undici con tutte le sue torri (Torre Undici, La Spada, La Lista, ...).

In salita verso il Passo Fiscalino.

In salita verso il Passo Fiscalino (tratto di sentiero all’altezza del Collerena, di cui si vedono le pareti sulla destra). Alle spalle, la vista arriva al solco della Forcella Giralba, alla Piccolissima Croda del Toni e alla Croda del Toni.

In salita verso il Passo Fiscalino di fronte alle pareti del Collerena.

Punto di sosta "attrezzato" poco sotto il Passo Fiscalino. Vista verso il Monte Giralba di Sopra, il solco della Forcella Giralba, la Piccolissima Croda del Toni, la Croda del Toni e il Collerena.

Ultimo sguardo alla Croda del Toni giunti poco sotto il Passo Fiscalino. Visibili a destra anche la Croda A. Berti e la Cima d’Auronzo.

Al Passo Fiscalino. Nel solco tra il Monte Cengia (a sinistra) e le Crode dei Piani (a destra) la vista spazia sui monti del bellunese: I Cadini di Misurina in primo piano e, a seguire, le Marmarole, Il Sorapis, il Monte Cristallo, ...

Sorpassato il Passo Fiscalino, dietro una curva compare all’improvviso il Rifugio Pian di Cengia.

Alla Forcella Pian di Cengia: inizio del lungo diagonale a mezzacosta che, tagliando in discesa il fianco settentrionale del Monte Paterno, conduce alla Forcella di Toblin e al Rifugio Locatelli. Tra le pareti delle Crode dei Piani a sinistra e delle Crode Fiscaline a destra, i gruppi dei Tre Scarperi e, più lontano, dei Baranci.

Vista sul Crodon di San Candido (gruppo dei Tre Scarperi) tagliando a mezza costa il fianco settentrionale del Monte Paterno.

Vista verso le Crode Fiscaline (Cima Una) tagliando a mezza costa il fianco settentrionale del Monte Paterno.

Sul fianco settentrionale del Monte Paterno. Vista verso le Crode dei Piani.

Quasi giunti a destinazione, dietro un cespuglio di rododendri spunta il Sasso di Sesto e, alla sua destra, la Torre di Toblin.

Pochi metri sotto la Forcella di Toblin. Al di là dei Laghi dei Piani le pareti del Crodon di Sesto (al centro) e del Lastron dei Scarperi (a sinistra).

Finalmente al Rifugio Locatelli. Sulla sinistra bella la vista sul Monte Paterno, ...

... ma soprattutto, davanti, la spettacolare vista sulle Tre Cime di Lavaredo!

Sulla terrazza del Rifugio Locatelli con la luce del tramonto sulle Tre Cime di Lavaredo.

Sulla terrazza del Rifugio Locatelli con la luce del tramonto sulle Tre Cime di Lavaredo (dettaglio della Cima Piccola).

Sulla terrazza del Rifugio Locatelli con la luce del tramonto sulle Tre Cime di Lavaredo (dettaglio della Cima Grande).

Sulla terrazza del Rifugio Locatelli con la luce del tramonto sulle Tre Cime di Lavaredo (dettaglio della Cima Ovest).

Sulla terrazza del Rifugio Locatelli con la luce del tramonto sul Monte Paterno.

Primo mattino al Rifugio Locatelli: panorama dal Paterno al Monte Rudo passando per le Tre Cime, il Cristallo, la Croda Rossa d’Ampezzo, ...

Lungo il sentiero n° 105 (giro delle Tre Cime): sosta di "alleggerimento" dopo essere partiti ben coperti per l’aria frizzantina del mattino. Dietro gli "spogliarellisti" il Monte Rudo e la Torre dei Scarperi.

Breve sosta alla Langalm. Sullo sfondo il Monte Rudo.

Fioriture multicolore nel "giardino" della Langalm. Sullo sfondo la Torre dei Scarperi.

Lasciata la Langalm diretti verso la Forcela de l’Col de Mèzo, si "abbandonano" le Dolomiti di Sesto (Punta Lavina Bianca, Lastron dei Scarperi, Sasso di Sesto, Crodon di San Candido) e il Rifugio Locatelli.

In avvicinamento alla Forcela de l’Col de Mèzo. Vista verso il Piz Popena e il Cristallino di Misurina che si confondono col retrostante Monte Cristallo.

In avvicinamento alla Forcela de l’Col de Mèzo. Vista verso la Croda Rossa d’Ampezzo.

Alla Forcela de l’Col de Mèzo, confine tra Alto Adige e Veneto. Vista sui laghi di Misurina (il più lontano) e di Antorno (il più vicino).

Alla Forcela de l’Col de Mèzo, confine tra Alto Adige e Veneto. Vista sui laghi di Antorno e Misurina e sul Gruppo del Sorapis.

Alla Forcela de l’Col de Mèzo, confine tra Alto Adige e Veneto Vista verso i Cadini di Misurina. In fondo a destra si intravvede anche il gruppo delle Marmarole.

Panoramica dalla Forcela de l’Col de Mèzo verso i monti dell’Ampezzano: Cadini di Misurina, Marmarole, Sorapis, Croda da Lago, Cristallo.

Sul versante sud delle Tre Cime di Lavaredo diretti al Rifugio Auronzo. Alle spalle la Croda Rossa d’Ampezzo.

Vista sulla Val d’Ansiei, con gli abitati di Auronzo e il Lago di Auronzo (o anche Lago di Santa Caterina), dal Rifugio Auronzo.

Le Tre Cime dalla strada bianca tra i Rifugi Auronzo e Lavaredo.

Vista "d’infilata" sulle Tre Cime dalla Forcella Lavaredo, punto di "rientro" in Alto Adige.

Panoramica in direzione della Croda Passaporto dalla Forcella Lavaredo.

Sul "sentiero alto" tra la Forcella Lavaredo e il Rifugio Locatelli, lasciandosi alle spalle le Tre Cime.

Sul "sentiero alto" tra la Forcella Lavaredo e il Rifugio Locatelli, lasciandosi alle spalle le Tre Cime.

Sul "sentiero alto" tra la Forcella Lavaredo e il Rifugio Locatelli, lasciandosi alle spalle le Tre Cime. Visibile poco più in basso anche la "strada normale" (segnavia n° 101).

Sul "sentiero alto" tra la Forcella Lavaredo e il Rifugio Locatelli, al cospetto della Torre dei Scarperi, del Monte Rudo e della Crode dei Rondoi.

Sul "sentiero alto" tra la Forcella Lavaredo e la Forcella di Toblin, ormai in vista del Rifugio Locatelli sovrastato dal Sasso di Sesto e dalla Torre di Toblin. A destra, dietro le rocce del Paterno, il gruppo dei Tre Scarperi.

Inizio della discesa lungo la Val Sassovecchio. Vista sui Laghi dei Piani e sul complesso di Cima Una.

Rifugio Locatelli e Tre Cime di Lavaredo.

In Alta Val Sassovecchio, scendendo verso Campo Fiscalino. Panorama verso sud, da Cima Una alle Tre Cime passando dalla Croda dei Toni e dalla Croda A. Berti, dalle Crode dei Piani e dal Monte Paterno.

Foto di parte del gruppo CAI San Fruttuoso davanti a Cima Una (inizio del tratto "ripido" della discesa lungo la Val Sassovecchio).

Discesa della Val Sassovecchio, ormai quasi al termine del trekking, sotto le pareti e le torri di Cima Una. A sinistra, dietro, visibile anche Cima Undici.

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