Rifugio Tissi

            

Rifugio Tissi

11 ÷ 12 Luglio 2020

Lunghezza: poco meno di 10 Km il primo giorno (che si riducono a circa 8 utilizzando la seggiovia del Col dei Baldi), poco meno di 10 km il secondo giorno.
Dislivello complessivo: il primo giorno circa 1000 m di salita (che si riducono a circa 700 m utilizzando la seggiovia del Col dei Baldi) e 200 m di discesa, il secondo salita trascurabile e circa 1100 m di discesa.
Durata: indicativamente 5h il primo giorno (4h utilizzando la seggiovia del Col dei Baldi), 3h il secondo.
Attrezzatura: scarponi da trekking, vestiario pesante, ... Necessario per il pernottamento in rifugio.
Difficoltà: escursionistica.
Note: agevole traversata, dai Piani di Pezzè (Alleghe) alla Capanna Trieste, che percorre tutta la Val Civetta, ai piedi della parete nord–ovest dell’omonimo monte (la “parete delle pareti”, alta 1200 m e lunga 6 km). Spettacolari panorami sul Pelmo, sulla Val Cordevole (Alleghe), sulla Marmolada, sul Gruppo del Sella e su altre cime dolomitiche famose. Pernottamento al Rifugio Tissi.
Partenza, in auto, alle ore 6:00 dalla scuola media Sabin, via Iseo 18.

L’escursione proposta inizia dai Piani di Pezzè, presso la stazione a monte dell’ovovia che sale da Alleghe (dove si lascia l’auto). Già al cospetto del Pelmo, seguendo il segnavia n° 564, si raggiunge in breve il ristoro Fontanabona dove si abbandona momentaneamente la strada per attraversare i prati (indicazioni). Tornati sulla carrareccia, la si segue in salita fino a raggiungere la Forcella di Alleghe e la sottostante Casera di Pioda. Volendo, la Forcella di Alleghe è raggiungibile in leggera discesa partendo dalla vicina cima del Col dei Baldi, servita da una seggiovia, risparmiando così un paio di km di strada e circa 300 m di salita.

Abbandonato il segnavia n° 564, si segue sulla destra l’Alta Via n°1 delle Dolomiti (sentiero n° 556) che inizia a salire, con alcuni tratti ripidi, sotto le pareti orientali delle Cime di Coldai. Aggirata la Busa del Toro, un ultimo strappetto conduce al Rifugio Sonnino al Coldai e quindi un’ulteriore breve salita permette di raggiunge la Forcella Coldai, dalla quale si iniziano ad intravedere il profilo della Marmolada e le prime imponenti torri della cresta nord del Civetta, mentre alle spalle il panorama raggiunge il Pelmo e la Val di Zoldo. Aggirato sul lato nord–ovest il vicinissimo Lago Coldai, si affronta un’ulteriore breve salita (segnavia n° 560) che porta alla Forcella del Col Negro di Coldai, punto da dove appare in tutta la sua imponenza l’intera parete del Civetta.

Mantenendosi ai lati del ghiaione basale di tale parete, il piacevole sentiero conduce nella Val Civetta, inizialmente in leggera discesa e poi, trascurata una deviazione sulla destra che scende ad Alleghe, in leggera salita. Rimanendo sul versante destro della valle, si arriva così alla Forcella di Col Reàn, punto di valico dal quale si stacca sulla destra un sentiero (n° 563) che, con una salita breve anche se un po’ faticosa, permette di raggiungere il Rifugio Tissi, posto quasi sulla sommità della Cima di Col Reàn, dove è previsto il pernottamento.

Punto particolarmente panoramico, dalla Cima del Col Reàn si ha una visione ravvicinata della grande Parete del Civetta, con il Pelmo che fa capolino alla sua sinistra; sull’altro lato la parete rocciosa precipita su Alleghe ed il suo lago, mentre in lontananza la vista spazia sulla Marmolada, vista di profilo e con la sua parete sud in evidenza. Più a destra della Marmolada sono visibili anche il Gruppo del Sella, il cono del Sassòngher in Val Badia e altre Cime dell’Ampezzano, più a sinistra le Pale di San Martino, con in evidenza l’altissima parete dell’Agnèr.

Il secondo giorno si lascia il Rifugio Tissi proseguendo lungo il sentiero n° 563 che, scendendo in direzione sud, torna ad innestarsi su quello di fondo valle (n° 560). Continuando a scendere con poca pendenza, si raggiungono i ruderi del Cason di Col Reàn, sorpassati i quali si riprende a salire lievemente verso la Sella di Pelsa: la compatta parete del Civetta fiancheggiata fino a questo punto si frastaglia diventando un cresta ricca di torri e guglie (i cosiddetti “Cantòi”, ovvero pulpiti, di Pelsa), che termina con il pilone della Torre Venezia.

Seguendo sempre il buon sentiero n° 560, ora decisamente in discesa, si sorpassano zone di grossi massi e quindi di mughi fino a raggiungere la strada forestale che proviene dalla Casera Favretti; imboccatala verso sinistra, si sorpassa la Torre Venezia per arrivare in vista della Torre Trieste e della massiccia Cima della Busazza, che presenta un’altra parete alta 1200 m. Una breve risalita porta in uno splendido bosco dove, in posizione panoramica che domina sulla Val Corpassa, sorge il Rifugio Vazzoler: belle le visuali sulle torri del Civetta, della Moiazza e sulle muraglie rocciose del Castello delle Nevere.

Dal Rifugio Vazzoler, si imbocca una strada sterrata (segnavia n° 555) che attraversa dapprima il Pian delle Taie, proprio sotto la mole della Torre Trieste, e quindi con una ripida discesa ed alcuni tornanti porta alla Capanna Trieste, punto terminale dell’escursione proposta e dalla quale si rientra ad Alleghe con auto–taxi (è possibile anche proseguire fino a Listolade, pochi km ma su strada asfaltata, e rientrare ad Alleghe con gli autobus di linea).

Ulteriori informazioni e/o iscrizioni: in sede nelle serate di apertura (martedì e venerdì, via Risorgimento 22, Monza, dalle ore 21:00 alle ore 23:00), per telefono al 338-9940403, via e-Mail all’indirizzo info@caisanfru.it o seguendo il CAI San Fruttuoso su Facebook.